Concluso l'intervento all'ONU per la migrazione circolare

Il presidente Agostino Sella, dopo l'intervento alle Nazioni Unite, racconta la sua esperienza

“E’ un’emozione essere alle Nazioni Unite ma la mia presenza qui è il frutto di un lavoro costante di tutti gli operatori dell’associazione e dell’amore che mettiamo nelle attività di accoglienza ed integrazione, che è al di sopra di tutte le campagne di odio verso i migranti che viviamo ultimamente. Purtroppo il tema dei migranti è ormai diventato un tema divisivo mentre dovrebbe essere un tema di valori che dovrebbero unirci tutti. Per cui essere stato alle Nazioni Unite a parlare di un progetto che sostiene i giovani in fuga da guerre e povertà ci riempie d’orgoglio per il gran lavoro che facciamo quotidianamente. Soprattutto perché il tema della migrazione circolare può diventare un punto di riferimento per tanti ragazzi che desiderano ritornare nei propri paesi d’origine e diventare essi stessi un punto forte per l’avvio di attività agricole in grado di fornire il sostentamento alle famiglie dei villaggi in Senegal e Gambia”.

Il presidente rappresenta il mondo salesiano dell’accoglienza dei giovani migranti accolti in Italia, seguendo la linea segnata da Giovanni Bosco nell’800 quando ad aver bisogno di protezione sociale erano i giovani delle periferie piemontesi.

Agostino Sella alle Nazioni Unite ha parlato della migrazione circolare, il progetto di Don Bosco 2000 per sostenere il rimpatrio dei migranti nei loro paesi d'origine, alla "Commission for Social Development" nella sala conferenze delle Nazioni Unite (United Nation Head Quarters) a New York. Il progetto della migrazione circolare, già avviato nel 2016, sta coinvolgendo altri migranti che si trovano nei centri di accoglienza dell'associazione. In Senegal e Gambia stiamo già realizzando orti dove i migranti, una volta rientrati potranno lavorare. I progetti degli orti sono realizzati insieme alla campagna "Stop tratta" promossa insieme al Vis e Missioni Don Bosco per sensibilizzare i giovani africani sui rischi del viaggio.
I progetti presentati alla commissione delle Nazioni Unite, incluso quello della migrazione circolare, sono tutti interventi di protezione sociale che puntano a prevenire, gestire e superare situazioni che riducono il benessere dei giovani, in termini di riduzione della povertà e della vulnerabilità, promuovendo la formazione e le opportunità lavorative e riducendo l'esposizione ai rischi legati alla mancanza di protezione sociale nei giovani tra i 15 e i 24 anni. 
Oggi su LA SICILIA, a cura di Marta Furnari.

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