Un pollaio per le mamme di Velingara

Aiuta le mamme di Velingara Pont a costruire un pollaio e avviare un’attività per ridurre la fame nel piccolo villaggio nel cuore della savana in Senegal.

Un pollaio con 400 pulcini costa €8.000 (quattro donne assunte, 400 pulcini, costruzione del pollaio, abbeveratoi e mangiatoie, alimenti, profilassi). Dona €20 e verrà acquistato un pulcino.

IL VILLAGGIO: Velingara Pont è un villaggio poverissimo nella regione di Tambacounda in cui la popolazione vive al di sotto della soglia di sussistenza e c’è urgentemente bisogno di cibo e acqua. A Velingara Pont vivono 209 abitanti: 52 uomini, 42 donne e 115 bambini. Molti uomini sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro e spesso le donne e i bambini vivono in condizioni drammatiche. Il villaggio è privo di qualsiasi servizio di base: non ci sono le strade, non c’è la corrente elettrica, non c’è la scuola, non ci sono negozi. È un villaggio di capanne raggruppate in cortili; la maggior parte delle capanne sono piccole costruzioni di sabbia con tetto in canna di palma e senza porte.

IL PROGETTO: A Velingara Pont abbiamo iniziato a lavorare per la realizzazione degli orti con i migranti circolari, ma resta da costruire il pollaio per garantire lavoro alle donne e promuovere la produzione di uova e carni per sfamare gli abitanti del villaggio.

L’OBIETTIVO: FAME ZERO!!!

Dona un pulcino per avviare il pollaio e cambiare la vita del piccolo villaggio senegalese.

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Scopri di più su www.donbosco2000.org o chiamaci al 3409353936.

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Nell’ambito dell’agenda 2030 dell’ONU, l’iniziativa centra direttamente gli SDG 2 (fame zero), 1 (povertà zero), 5 (uguaglianza di genere) e 8 (lavoro dignitoso e sviluppo economico), in una zona dell’Africa in cui è prioritario avviare attività di sviluppo economico.

IL CONTESTO. Vélingara Pont è un piccolo villaggio situato a sud di Tambacounda, a circa 400 km dalla capitale Dakar. Una missione esplorativa condotta dall’Associazione Don Bosco 2000 – Impresa Sociale (DB2000) nei mesi di agosto e settembre 2019 ha consentito la rilevazione di dati socio-anagrafici sulla popolazione del villaggio. La popolazione di Velingara non è mai stata censita per via della mancanza di un ufficio anagrafe sul posto e per una prassi ormai reiterata che non prevede un censimento. Secondo il censimento effettuato da DB2000, Velingara è un villaggio pulaar di 209 abitanti e il nome nella loro lingua vuol dire “Fermati, è buono!”. Vi sono 52 uomini, 42 donne, 52 bambini e 63 bambine. Il villaggio è privo di qualsiasi servizio di base: ospedale, scuola, botteghe, strade, corrente elettrica. È un villaggio di capanne raggruppate in cortili. In tutto il villaggio ci sono 77 capanne, molte delle quali sono piccole costruzioni di mattoni di sabbia, con tetto in canna di palma e quasi sempre prive di porte. I limiti delle dimore sono segnati da piccoli tronchi o da stuoie di canna.  La maggior parte dei lavoratori sono dediti all’agricoltura, sebbene si coltivi soltanto durante la stagione delle piogge e ciò provoca una grande insufficienza alimentare, causa spesso di severe patologie fino alla morte prematura.

Si presenta dunque uno scenario complesso, la cui analisi è sembrata possibile attraverso un approccio multidisciplinare, che parte dal basso, dall’osservazione e dalle issues emergenti: bisogno di cibo e acqua, di realizzazione di coltivazioni intensive che consentano il raggiungimento almeno della sussistenza degli abitanti del villaggio.

IL SOGGETTO PROMOTORE. Il progetto di raccolta fondi intende sfruttare l’expertise di DB2000 nella realizzazione di attività produttive con il tutoraggio dei migranti di ritorno per raggiungere la sufficienza alimentare di zone profondamente depresse sotto il profilo socioeconomico e culturale, nonché privo di mezzi di sussistenza. L’esperienza di DB2000 nell’ambito dell’accoglienza dei migranti in Italia[1] ha consentito di approfondire la storia del Paese, i vissuti, gli usi e i costumi della gente del posto, così come le difficoltà e le criticità del luogo. I beneficiari senegalesi dei progetti di accoglienza gestiti da DB2000 con i loro racconti e i loro bisogni hanno rappresentato la precondizione necessaria per l’avvio dell’intervento di sviluppo in loco. In particolare, la volontà di un gruppo di loro di voler fare rientro nelle terre natie per consentirne lo sviluppo, è stato input imprescindibile per la progettazione dell’intervento proposto, nell’ambito del progetto (già esistente) di DB2000 denominato “migrazione circolare”. Tale denominazione deriva infatti proprio dal modello di cooperazione allo sviluppo implementato da DB2000 e indica un continuo movimento nord-sud (ovvero tra Europa e Africa) agito dai cosiddetti migranti circolari: (ex) migranti arrivati in Italia, accolti nei centri di accoglienza dell’associazione, adeguatamente formati sui temi di costituzione e gestione di impresa nel settore dell’agricoltura sociale. I migranti circolari (sia italiani che senegalesi) si trovano già nella zona di Velingara per realizzare gli orti sociali, ai quali si appoggerà il pollaio oggetto della presente raccolta fondi.

L’IMPATTO ECONOMICO DEL PROGETTO. Con la raccolta fondi per il pollaio si intende aiutare le donne di Velingara Pont a costruire un pollaio e avviare un’attività per ridurre la fame nel piccolo villaggio nel cuore della savana in Senegal. Un pollaio con 400 pulcini costa €8.000 (quattro donne assunte, 400 pulcini, costruzione del pollaio, abbeveratoi e mangiatoie, alimenti, profilassi). In pratica si chiede di donare €20 per l’acquisto di un pulcino. A ciò si aggiunge un’ulteriore costo di €1.000 per le spese della raccolta fondi (promozione della raccolta e risorsa umana impiegata nell’attività di raccolta fondi). Il pollaio permetterà di disporre di uova e carni per il fabbisogno alimentare della popolazione del villaggio, inoltre la riproduzione dei polli garantirà la sostenibilità futura dell’intervento. Gli abitanti hanno già esperienze di piccoli pollai ma la mancanza di un approccio sistematico ha da sempre precluso la riuscita di ogni tentativo imprenditoriale.

L’IMPATTO SOCIALE DEL PROGETTO. Il progetto, centrato sulle donne, avrà un forte impatto sulla dimensione della formazione imprenditoriale delle donne, migliorando le loro skills e rendendole consapevoli delle potenzialità di un’attività di tipo professionale. Alla formazione infatti seguirà un percorso di affiancamento con l’obiettivo di rendere le donne autonome nella gestione dell’attività, con un significativo impatto ambientale per la gestione consapevole del territorio. Ciò significa riconvertire una zona del villaggio in un piccolo laboratorio d’impresa, gestito esclusivamente dalle donne, che sempre più frequentemente devono farsi carico della produzione agricola o di allevamento, visto che gli uomini sono costretti a migrare nei villaggi vicini o in altri Paesi.

 

[1] DB2000 gestisce diversi progetti di accoglienza: CAS (Centro Accoglienza Straordinaria) nelle città di Aidone, Piazza Armerina e Pietraperzia, SPRAR nelle città di Aidone, Piazza Armerina e Villarosa e un CPA (Centro Primissima Accoglienza) per MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati) nella città di Catania.

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