Martedì, 05 Novembre 2019 08:16

Un pollaio per le mamme di Velingara

Aiuta le mamme di Velingara Pont a costruire un pollaio e avviare un’attività per ridurre la fame nel piccolo villaggio nel cuore della savana in Senegal.

Un pollaio con 400 pulcini costa €8.000 (quattro donne assunte, 400 pulcini, costruzione del pollaio, abbeveratoi e mangiatoie, alimenti, profilassi). Dona €20 e verrà acquistato un pulcino.

IL VILLAGGIO: Velingara Pont è un villaggio poverissimo nella regione di Tambacounda in cui la popolazione vive al di sotto della soglia di sussistenza e c’è urgentemente bisogno di cibo e acqua. A Velingara Pont vivono 209 abitanti: 52 uomini, 42 donne e 115 bambini. Molti uomini sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro e spesso le donne e i bambini vivono in condizioni drammatiche. Il villaggio è privo di qualsiasi servizio di base: non ci sono le strade, non c’è la corrente elettrica, non c’è la scuola, non ci sono negozi. È un villaggio di capanne raggruppate in cortili; la maggior parte delle capanne sono piccole costruzioni di sabbia con tetto in canna di palma e senza porte.

IL PROGETTO: A Velingara Pont abbiamo iniziato a lavorare per la realizzazione degli orti con i migranti circolari, ma resta da costruire il pollaio per garantire lavoro alle donne e promuovere la produzione di uova e carni per sfamare gli abitanti del villaggio.

L’OBIETTIVO: FAME ZERO!!!

Dona un pulcino per avviare il pollaio e cambiare la vita del piccolo villaggio senegalese.

DONA con PayPal su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o all'IBAN IT54E0306909606100000154178 (causale: Un pulcino per Velingara).

Scopri di più su www.donbosco2000.org o chiamaci al 3409353936.

#velingarapont #pollaio #migrazionecircolare #donaora #acasaloro 

 

 

Nell’ambito dell’agenda 2030 dell’ONU, l’iniziativa centra direttamente gli SDG 2 (fame zero), 1 (povertà zero), 5 (uguaglianza di genere) e 8 (lavoro dignitoso e sviluppo economico), in una zona dell’Africa in cui è prioritario avviare attività di sviluppo economico.

IL CONTESTO. Vélingara Pont è un piccolo villaggio situato a sud di Tambacounda, a circa 400 km dalla capitale Dakar. Una missione esplorativa condotta dall’Associazione Don Bosco 2000 – Impresa Sociale (DB2000) nei mesi di agosto e settembre 2019 ha consentito la rilevazione di dati socio-anagrafici sulla popolazione del villaggio. La popolazione di Velingara non è mai stata censita per via della mancanza di un ufficio anagrafe sul posto e per una prassi ormai reiterata che non prevede un censimento. Secondo il censimento effettuato da DB2000, Velingara è un villaggio pulaar di 209 abitanti e il nome nella loro lingua vuol dire “Fermati, è buono!”. Vi sono 52 uomini, 42 donne, 52 bambini e 63 bambine. Il villaggio è privo di qualsiasi servizio di base: ospedale, scuola, botteghe, strade, corrente elettrica. È un villaggio di capanne raggruppate in cortili. In tutto il villaggio ci sono 77 capanne, molte delle quali sono piccole costruzioni di mattoni di sabbia, con tetto in canna di palma e quasi sempre prive di porte. I limiti delle dimore sono segnati da piccoli tronchi o da stuoie di canna.  La maggior parte dei lavoratori sono dediti all’agricoltura, sebbene si coltivi soltanto durante la stagione delle piogge e ciò provoca una grande insufficienza alimentare, causa spesso di severe patologie fino alla morte prematura.

Si presenta dunque uno scenario complesso, la cui analisi è sembrata possibile attraverso un approccio multidisciplinare, che parte dal basso, dall’osservazione e dalle issues emergenti: bisogno di cibo e acqua, di realizzazione di coltivazioni intensive che consentano il raggiungimento almeno della sussistenza degli abitanti del villaggio.

IL SOGGETTO PROMOTORE. Il progetto di raccolta fondi intende sfruttare l’expertise di DB2000 nella realizzazione di attività produttive con il tutoraggio dei migranti di ritorno per raggiungere la sufficienza alimentare di zone profondamente depresse sotto il profilo socioeconomico e culturale, nonché privo di mezzi di sussistenza. L’esperienza di DB2000 nell’ambito dell’accoglienza dei migranti in Italia[1] ha consentito di approfondire la storia del Paese, i vissuti, gli usi e i costumi della gente del posto, così come le difficoltà e le criticità del luogo. I beneficiari senegalesi dei progetti di accoglienza gestiti da DB2000 con i loro racconti e i loro bisogni hanno rappresentato la precondizione necessaria per l’avvio dell’intervento di sviluppo in loco. In particolare, la volontà di un gruppo di loro di voler fare rientro nelle terre natie per consentirne lo sviluppo, è stato input imprescindibile per la progettazione dell’intervento proposto, nell’ambito del progetto (già esistente) di DB2000 denominato “migrazione circolare”. Tale denominazione deriva infatti proprio dal modello di cooperazione allo sviluppo implementato da DB2000 e indica un continuo movimento nord-sud (ovvero tra Europa e Africa) agito dai cosiddetti migranti circolari: (ex) migranti arrivati in Italia, accolti nei centri di accoglienza dell’associazione, adeguatamente formati sui temi di costituzione e gestione di impresa nel settore dell’agricoltura sociale. I migranti circolari (sia italiani che senegalesi) si trovano già nella zona di Velingara per realizzare gli orti sociali, ai quali si appoggerà il pollaio oggetto della presente raccolta fondi.

L’IMPATTO ECONOMICO DEL PROGETTO. Con la raccolta fondi per il pollaio si intende aiutare le donne di Velingara Pont a costruire un pollaio e avviare un’attività per ridurre la fame nel piccolo villaggio nel cuore della savana in Senegal. Un pollaio con 400 pulcini costa €8.000 (quattro donne assunte, 400 pulcini, costruzione del pollaio, abbeveratoi e mangiatoie, alimenti, profilassi). In pratica si chiede di donare €20 per l’acquisto di un pulcino. A ciò si aggiunge un’ulteriore costo di €1.000 per le spese della raccolta fondi (promozione della raccolta e risorsa umana impiegata nell’attività di raccolta fondi). Il pollaio permetterà di disporre di uova e carni per il fabbisogno alimentare della popolazione del villaggio, inoltre la riproduzione dei polli garantirà la sostenibilità futura dell’intervento. Gli abitanti hanno già esperienze di piccoli pollai ma la mancanza di un approccio sistematico ha da sempre precluso la riuscita di ogni tentativo imprenditoriale.

L’IMPATTO SOCIALE DEL PROGETTO. Il progetto, centrato sulle donne, avrà un forte impatto sulla dimensione della formazione imprenditoriale delle donne, migliorando le loro skills e rendendole consapevoli delle potenzialità di un’attività di tipo professionale. Alla formazione infatti seguirà un percorso di affiancamento con l’obiettivo di rendere le donne autonome nella gestione dell’attività, con un significativo impatto ambientale per la gestione consapevole del territorio. Ciò significa riconvertire una zona del villaggio in un piccolo laboratorio d’impresa, gestito esclusivamente dalle donne, che sempre più frequentemente devono farsi carico della produzione agricola o di allevamento, visto che gli uomini sono costretti a migrare nei villaggi vicini o in altri Paesi.

 

[1] DB2000 gestisce diversi progetti di accoglienza: CAS (Centro Accoglienza Straordinaria) nelle città di Aidone, Piazza Armerina e Pietraperzia, SPRAR nelle città di Aidone, Piazza Armerina e Villarosa e un CPA (Centro Primissima Accoglienza) per MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati) nella città di Catania.

"Cerchiamo di lavorare molto, per fare molto bene. Il lavoro è una grande salvaguardia della moralità" Don Bosco.
Questo il mese di ottobre sul calendario che abbiamo dedicato alla missione dei volontari in Senegal lo scorso anno.

#missionesalesiana #costruttoridiponti

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:37

L'articolo sulla partita dell'ASD Don Bosco 2000

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Come una vittoria. Grande soddisfazione in casa Don Bosco 2000 dopo il pareggio con il blasonato Siracusa. Sotto di due gol nel primo tempo la squadra di Salvino Arena pareggia la partita nella ripresa grazie ad una grande prestazione di tutti gli effettivi. Decisivi ancora una volta i cambi. Gioca bene la Don Bosco nei primi minuti della partita ma è il Siracusa che si porta in vantaggio al 17’ con un gol di Giuseppe Giannaula. Cerca di riprendersi la squadra multietnica ma nonostante il buon possesso di palla è il Siracusa a raddoppiare con una staffilata dal limite dell’argentino Esteban Alfieri al 24’. Finisce il primo tempo con occasioni da entrambi le parti. Negli spogliatoi Arena suona la carica ai suoi giocatori che rientrano in campo attaccando a testa bassa. Ed il gol arriva dopo 10 minuti con una straordinaria punizione dal limite del veterano Peppe Oliveri che con una parabola da architetto disegna una traiettoria che si insacca sotto il sette. Continua ad attaccare la don Bosco 2000 che al 73’ raggiunge il pareggio con una azione da manuale. Con un repentino cambio di gioco la palla arriva sul vertice destro a Livio Palermo che supera il suo diretto avversario e mette la palla sul piede di Ousmane Jawara che tira di prima intenzione. Il portiere siracusano ribatte ma il giovane Raccuglia - entrato al posto di Angelo Tespi - insacca la sfera sotto incrocio dei pali. Il pubblico della Don Bosco è in delirio e comincia a credere nella vittoria. La partita negli ultimi 15 minuti è vibrante con occasioni da entrambi le parti. Il Siracusa negli ultimi minuti cerca di accelerare ma la Don Bosco 2000 porta a termine un meritato pareggio con la squadra più forte del campionato. Ottima la disposizione in campo della squadra con un solido 4-3-3. Tra i pali un sicuro Lirio Oieni, esterni il quasi quarantenne Angelo Tespi e il veterano Oliveri autore del gol che ha accorciato le distanze. Al centro della difesa l’ormai consolidata coppia Cessay Jaja - Ciccio Abbate. A centrocampo il motorino Dario Franchino, che più volte ha fermato come un piccolo gladiatore i giganti siracusani, il prezioso Lamorella che si è stirato nella ripresa sostituito dal solido Assan, e il gambiano Malang Sanyang. In attacco il tridente Ousman Jawara, Livio Palermo e Charty Lamin che ha orchestrato interessanti manovre di gioco. Nella ripresa decisivo gli innesti di Danilo Raccuglia autore della rete del pareggio, Simone Minacapilli - espulso nel finale a causa di una reazione - e del giovane Gioele Calì. “Sono soddisfatto che più non si può. Questo pareggio equivale ad una vittoria con una delle squadre più blasonate della Sicilia - dice Agostino Sella - E pensare che tre anni fa partecipavamo solamente ai tornei CSI. Complimenti a tutti i ragazzi ed anche allo staff tecnico che ha messo in campo una squadra equilibrata trovando il posto giusto ad ogni ragazzo. Adesso concentriamoci per domenica prossima. Punto dopo punto arriveremo alla salvezza”. Oggi su LA SICILIA. 

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:36

Un pareggio che sa di vittoria

Come una vittoria. Grande soddisfazione in casa Don Bosco 2000 dopo il pareggio con il blasonato Siracusa. Sotto di due gol nel primo tempo la squadra di Salvino Arena pareggia la partita nella ripresa grazie ad una grande prestazione di tutti gli effettivi. Decisivi ancora una volta i cambi. Gioca bene la Don Bosco nei primi minuti della partita ma è il Siracusa che si porta in vantaggio al 17’ con un gol di Giuseppe Giannaula. Cerca di riprendersi la squadra multietnica ma nonostante il buon possesso di palla è il Siracusa a raddoppiare con una staffilata dal limite dell’argentino Esteban Alfieri al 24’. Finisce il primo tempo con occasioni da entrambi le parti. Negli spogliatoi Arena suona la carica ai suoi giocatori che rientrano in campo attaccando a testa bassa. Ed il gol arriva dopo 10 minuti con una straordinaria punizione dal limite del veterano Peppe Oliveri che con una parabola da architetto disegna una traiettoria che si insacca sotto il sette. Continua ad attaccare la don Bosco 2000 che al 73’ raggiunge il pareggio con una azione da manuale. Con un repentino cambio di gioco la palla arriva sul vertice destro a Livio Palermo che supera il suo diretto avversario e mette la palla sul piede di Ousmane Jawara che tira di prima intenzione. Il portiere siracusano ribatte ma il giovane Raccuglia - entrato al posto di Angelo Tespi - insacca la sfera sotto incrocio dei pali. Il pubblico della Don Bosco è in delirio e comincia a credere nella vittoria. La partita negli ultimi 15 minuti è vibrante con occasioni da entrambi le parti. Il Siracusa negli ultimi minuti cerca di accelerare ma la Don Bosco 2000 porta a termine un meritato pareggio con la squadra più forte del campionato. Ottima la disposizione in campo della squadra con un solido 4-3-3. Tra i pali un sicuro Lirio Oieni, esterni il quasi quarantenne Angelo Tespi e il veterano Oliveri autore del gol che ha accorciato le distanze. Al centro della difesa l’ormai consolidata coppia Cessay Jaja - Ciccio Abbate. A centrocampo il motorino Dario Franchino, che più volte ha fermato come un piccolo gladiatore i giganti siracusani, il prezioso Lamorella che si è stirato nella ripresa sostituito dal solido Assan, e il gambiano Malang Sanyang. In attacco il tridente Ousman Jawara, Livio Palermo e Charty Lamin che ha orchestrato interessanti manovre di gioco. Nella ripresa decisivo gli innesti di Danilo Raccuglia autore della rete del pareggio, Simone Minacapilli - espulso nel finale a causa di una reazione - e del giovane Gioele Calì. “Sono soddisfatto che più non si può. Questo pareggio equivale ad una vittoria con una delle squadre più blasonate della Sicilia - dice Agostino Sella - E pensare che tre anni fa partecipavamo solamente ai tornei CSI. Complimenti a tutti i ragazzi ed anche allo staff tecnico che ha messo in campo una squadra equilibrata trovando il posto giusto ad ogni ragazzo. Adesso concentriamoci per domenica prossima. Punto dopo punto arriveremo alla salvezza”

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:34

La visita di Pietro Bartolo a Don Bosco 2000

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La visita dell'europarlamentare Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, alla nostra associazione, oggi su LA SICILIA.
Pietro Bartolo ha visitato il centro di accoglienza ed integrazione Ostello del Borgo, nel quale ospitiamo progetti CAS e SPRAR, ha incontrato gli operatori e i migranti.
È seguito l'incontro con i cittadinanza al cineteatro Giò Social House. Una lunga testimonianza di chi ha sofferto tanto per l'orrore e il dramma di 30 anni in prima linea, tra uomini, donne e bambini sopravvissuti e tra i corpi dei tanti che purtroppo non ce l'hanno fatta.
Durante l'incontro, è stato un consegnato il premio Gogòl omaggio al sorriso da Aly Traore, mediatore presso i nostri centri, che passa così il testimone di "ambasciatore del sorriso".

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:32

La visita di Pietro Bartolo a Don Bosco 2000

La visita dell'europarlamentare Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, alla nostra associazione, oggi su LA SICILIA.
Pietro Bartolo ha visitato il centro di accoglienza ed integrazione Ostello del Borgo, nel quale ospitiamo progetti CAS e SPRAR, ha incontrato gli operatori e i migranti.
È seguito l'incontro con i cittadinanza al cineteatro Giò Social House. Una lunga testimonianza di chi ha sofferto tanto per l'orrore e il dramma di 30 anni in prima linea, tra uomini, donne e bambini sopravvissuti e tra i corpi dei tanti che purtroppo non ce l'hanno fatta.
Durante l'incontro, è stato un consegnato il premio Gogòl omaggio al sorriso da Aly Traore, mediatore presso i nostri centri, che passa così il testimone di "ambasciatore del sorriso".

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:31

Terza di campionato per l'ASD Don Bosco 2000

Terza giornata di campionato di Promozione per l'ASD Don Bosco 2000 che ospita in casa il Siracusa Calcio.
Vi aspettiamo al campo Sant'Ippolito alle ore 15.30 domenica 29 settembre.

#squadramultietnica #integriamo

Lunedì, 07 Ottobre 2019 08:30

Beteyà Lab: la formazione con May East

Si è svolto un altro importante appuntamento di formazione continua per Don Bosco 2000 con Beteyà Lab.
La CEO di Gaia Education, May East, ha guidato un incontro nel quale abbiamo affrontato la gestione delle nuove sfide dell’associazione.
L’obiettivo è quello di inquadrare i progetti delle start-up nella prospettiva dell’Agenda 2030 dell’ONU, per la creazione di un mondo in cui lo sviluppo economico sia legato alla riduzione delle diseguaglianze e alla creazione di nuove opportunità, nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
I valori fondanti dell’associazione, salesianità, integrazione, legalità e sostenibilità, sono le pietre miliari sulle quali stiamo costruendo i nuovi progetti per lo sviluppo in Italia ed Africa, attraverso iniziative ecosostenibili e di lavoro dignitoso.

La testimonianza di Cesare e Carmelita, dalla missione in Senegal, nel villaggio di Velingara.

"Abbiamo atteso tanto prima di testimoniare la nostra esperienza missionaria in Senegal perchè non riuscivamo a trovare le parole che potessero esprimere ciò che avevamo vissuto, avevamo bisogno di far sedimentare la bellezza, la felicità e l'emozione che avevamo dentro. Eravamo i più anziani del gruppo e Carmelita è stata definita Mamarè dagli abitanti del villaggio di Velingara. In quel luogo meraviglioso abbiamo capito che è l'Amore quello che conta e lo abbiamo sperimentato proprio attraverso la parola Beteyà
(Bello e Buono) come Armonia e Condivisione nel gruppo, Gioia e Bellezza negli occhi
di chi abbiamo incontrato (bambini ,giovani ,mamme giovanissime, anziani), Meraviglia nel Creato e
Pace e profonda Serenità nella preghiera.
L'arcobaleno in cielo nel momento del completamento del murales è stato per noi un Segno di Pace e Benedizione.
Ringraziamo tutti e teniamo tutti nel nostro cuore".
Cesare e Carmelita

La testimonianza di Cesare e Carmelita, dalla missione in Senegal, nel villaggio di Velingara.

"Abbiamo atteso tanto prima di testimoniare la nostra esperienza missionaria in Senegal perchè non riuscivamo a trovare le parole che potessero esprimere ciò che avevamo vissuto, avevamo bisogno di far sedimentare la bellezza, la felicità e l'emozione che avevamo dentro. Eravamo i più anziani del gruppo e Carmelita è stata definita Mamarè dagli abitanti del villaggio di Velingara. In quel luogo meraviglioso abbiamo capito che è l'Amore quello che conta e lo abbiamo sperimentato proprio attraverso la parola Beteyà
(Bello e Buono) come Armonia e Condivisione nel gruppo, Gioia e Bellezza negli occhi
di chi abbiamo incontrato (bambini ,giovani ,mamme giovanissime, anziani), Meraviglia nel Creato e
Pace e profonda Serenità nella preghiera.
L'arcobaleno in cielo nel momento del completamento del murales è stato per noi un Segno di Pace e Benedizione.
Ringraziamo tutti e teniamo tutti nel nostro cuore".
Cesare e Carmelita

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