Centro MSNA Catania

Al via il terzo gruppo di volontari per quest'estate 2018 alla Colonia Don Bosco. Tante attività da organizzare nel progetto di accoglienza ed integrazione dei minori stranieri non accompagnati. 

Uscito il 5 agosto 2018 su AVVENIRE un articolo a cura di Diego Motta e Marco Pappalardo sul modello di accoglienza ed integrazione che svolgiamo alla Colonia Don Bosco, la nostra sede operativa a Catania. Di seguito il pezzo integrale.

 

L'Italia che costruisce. Fianco a fianco, insieme. L'integrazione dei migranti è giovane! Nonostante il clima negativo sono in tanti quelli che si sforzano di costruire ponti. L’efficacia dei piccoli progetti contro il rischio di una deriva verso nuovi ghetti. 

(di Diego Motta) Dove non vince la paura, dove razzismo è una parola sconosciuta, i processi di integrazione avanzano. Lentamente, tra fatiche e difficoltà che nessuno nega. Eppure avanzano. Ci sono luoghi, sul nostro territorio, che sono laboratori e palestre importantissime: di conoscenza reciproca, di collaborazione, di incontro. Dalle scuole agli Sprar, dagli oratori agli spazi di aggregazione condivisi, ci sarebbe un’altra cronaca da fare tutti i giorni: è quella che riguarda migliaia di progetti che vedono protagonisti Comuni, parrocchie, cooperative, uomini di Stato ed eroi del quotidiano. In campo per avvicinare due mondi, per far lavorare fianco a fianco italiani e stranieri. Una differenza, quella della provenienza geografica, che ad esempio non vale agli occhi dei bambini, di tanti adolescenti e dei giovani, come testimonia la storia che pubblichiamo qui sotto: l’integrazione è anche occasione per crescere insieme, nella formazione e nell’apprendimento della nostra lingua, nelle attività culturali e in quelle ludiche.

Il resto lo dicono i numeri: a luglio erano 877 i programmi attivati dai sindaci per la presa in carico dei richiedenti asilo, 144 dei quali riguardavano minori non accompagnati, per oltre 35mila posti finanziati dal sistema Sprar e più di 1.200 municipi coinvolti. Molto fa anche la Chiesa, con 139 diocesi attive nell’ospitalità dei profughi e 25mila persone accolte dalle parrocchie. Si può fare di più? Certamente sì, nella speranza ovviamente che si vada nella direzione di una microaccoglienza diffusa (i progetti Sprar, in questo senso, vanno presi a modello, a differenza della gestione demandata alle Prefetture dei Cas). No a nuove maxi-strutture in cui ammassare migranti che non si conoscono, no a nuovi ghetti annunciati solo allo scopo di mantenere alta la tensione sociale: sì invece alla responsabilizzazione delle comunità, unico e vero antidoto alla propaganda facile dell’odio e del rancore.

 

(di Marco Pappalardo, Catania) «Chi è accolto, accoglie» è il motto della Colonia Don Bosco di Catania, centro di prima accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, che si trova sul litorale Playa, immerso nella vegetazione mediterranea.

Chi arriva, sin dall’ingresso, si rende subito conto che il motto è una realtà, poiché i bagnanti sono avvolti da un clima multietnico sereno e festoso. Da alcuni anni, grazie all’Associazione Don Bosco 2000, è aperto in tutte le stagioni, come è stato aperto il cuore di Don Bosco ai ragazzi che, nella seconda metà dell’Ottocento, giungevano a Torino lasciando le campagne piemontesi e le loro famiglie.

Al momento ci sono 36 minori su una capacità di 60 posti e provengono da Gambia, Guinea, Eritrea, Somalia, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali e Nigeria. «Qui facciamo un’accoglienza a 360 gradi – afferma Cinzia Vella, coordinatrice e psicologa del centro –. Non solo dei migranti, ma di gruppi di persone disabili, di famiglie con disagio socio-economico, di bambini ed animatori di vari gruppi. Ci si sperimenta in quella che abbiamo ribattezzato la "Cittadella della diversità", dove è possibile convivere come i colori dell’arcobaleno, in armonia pur essendo diversi. Ogni incontro e scambio con i giovani del territorio è utile per favorire l’integrazione, particolarmente nelle attività ludico-ricreative con i coetanei».

Basta guardarsi un po’ intorno per vedere che i ragazzi sono coinvolti nei momenti di animazione, dallo sport alla musica fino alle arti manuali, proposti ai gruppi e alle famiglie. Il centro è pure un presidio delVolontariato internazionale per lo sviluppo, un’organizzazione non governativa che organizza iniziative di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole con il progetto "Io non discrimino".

minori sono inoltre accompagnati nel percorso tramite una fitta rete di istituzioni ed associazioni con possibilità di crescita e confronto con la realtà locale, specialmente attraverso l’inserimento scolastico, lo studio dell’italiano e lo sport. Attività cruciali, in un momento di crescita decisivo per chi ha meno di 18 anni: per questo, il ruolo di tanti volontari italiani, in molti casi coetanei dei ragazzi stranieri, è strategico e lo dimostrano tanti risultati di integrazione felice raccolti sul territorio. Senza dimenticare, ovviamente, le difficoltà che il sistema Sicilia presenta (e che Avvenire ha spesso documentato) sulla capacità di reggere il peso di molti minori stranieri non accompagnati, che avrebbero bisogno di tutor adulti difficili da trovare.

«Prendendo atto della situazione di vulnerabilità dei minori – riprende la coordinatrice del progetto di Catania – siamo dotati di una équipe preparata e attenta ai bisogni. I volontari provengono non solo dall’Italia, ma da altri Paesi europei ed oltre, attualmente due suore e quattro giovani laici dal Belgio per imparare e riproporre quanto sperimentato».

Insomma, c’è sempre fermento e ci sono tante attività vissute in un clima familiare, come le serate estive multietniche del giovedì con musiche, danze, cibi, abiti dei diversi Paesi di provenienza.

 

L'intervista radiofonica di Radio Vaticana a Cinzia Vella, responsabile del centro di primissima accoglienza alla Colonia Don Bosco a Catania, dove i migranti partecipano alla gestione dello stabilimento balneare al motto di "Chi è accolto, accoglie".

Si è concluso ieri il primo campo lavoro di quest'estate alla Colonia don Bosco - Catania. A partecipare un gruppo di volontarie belghe del Vides Vlaanderen, guidate da sr. Lies (fma) proveniente dal Belgio, e sr. Nathalie (fma) proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo. Le nostre giovani volontarie, durante la loro permanenza in struttura, hanno creato dei laboratori per i nostri ragazzi, tenuto corsi di lingua inglese e francese, realizzato uno splendido murales e condiviso tre settimane con nostri ragazzi all'insegna della condivisione e dello scambio culturale. L'associazione Don Bosco 2000 desidera ringraziare Bianca originaria del Venezuela, Marieke belga, Sintia originaria di Aleppo (Siria) e Sophie belga. Con questo clima di multiculturalità e mondialità ci prepariamo ad accogliere il prossimo gruppo. 

Ecco a voi alcune foto del campo lavoro svolto da quattro volontarie provenienti dal Belgio coordinate da suor Natalie e suor Lies, due giovanissime figlie di Maria Ausiliatrice. 

Il nostro progetto di accoglienza ed integrazione alla Colonia Don Bosco a Catania: Famiglia Cristiana ha dedicato due pagine alle nostre attività alla Colonia Don Bosco di Catania proprio nello stesso numero in cui la Chiesa attacca senza mezzi termini il ministro dell’interno Matteo Salvini. I migranti che accogliamo al porto di Catania diventano protagonisti della gestione del lido accogliendo loro stessi i bagnanti catanesi che si recano al mare. 

Mercoledì, 18 Luglio 2018 10:31

Un altro giovedì di musica

Vi aspettiamo giovedì sera alla Colonia Don Bosco a Catania per un altro fantastico giovedì sera: serata danzante con musica anni '70, '80 e '90.

Lunedì, 16 Luglio 2018 08:59

I progressi nell'orto di famiglia

Nell'orto di famiglia alla Colonia Don Bosco a Catania, in questi giorni si raccolgono i friggitelli pronti per essere cucinati e mangiati, dall'orto che è stato affittato dai privati cittadini alle loro tavole con l'aiuto dei migranti.

GIOVEDÌ 12 LUGLIO ore 20:30: ethnic dinner from BANGLADESH. Durante la serata ci sarà la possibilità di frasi fare tatuaggi all'henne, ricami tipici delle donne che vengono fatti sulle mani, e ci saranno musica e video che richiamano il paese.

Giovedì, 05 Luglio 2018 10:41

Don Bosco 2000 ai Mondiali antirazzismo

Ai mondiali antirazzismo gli studenti della delegazione catanese del gruppo dell'Associazione Don Bosco 2000 e del VIS si dividono tra tornei sportivi e laboratori per i bimbi dei centri estivi sui temi del riciclo, della migrazione e delle discriminazioni di genere. 

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