"... a casa loro"

Abbiamo riaccompagnato Fadiga "a casa sua", a Missarà, in Senegal, nel cuore della Savana. Uno dei motivi per cui vale la pena vivere e riportare i migranti arrivati nei nostri centri nelle loro terre. Non con la polizia o rimpatri (tutte balle, cose che non si possono realizzare) ma con la consapevolezza che in Africa, insieme, si può costruire sviluppo. Oggi abbiamo riportato a Missarà - nel cuore del Senegal - un ragazzo di nome Fadigà che 4 anni fa si è messo lo zaino dietro alle spalle, ed aveva attraversato prima il deserto e Libia e poi ha rischiato di morire sul barcone, per raggiungere i sogno dell'Europa. Fadigà è stato con noi nella comunità di Villarosa dove è stato spendidamente accolto dal nostro staff. Adesso il suo sogno era quello di tornare "a casa sua" e noi lo abbiamo riaccompagnato. Dopo aver imparato a lavorare l'orto nella nostra realtà di Villarosa, sarà impegnato negli orti sostenibili per la sua gente in Senegal. L'emozione di sua madre, quella di sua nonna, la sua, quella della sua famiglia e quella di Fafadi Seny ci fa capire che quello che facciamo non è un lavoro, ma qualcosa di più, è una scelta di vita. Insieme a me c'erano Angela Alaimo, Giuseppe Piazza, Stefano Pellegrino e Rosario Suffia. Un'esperienza che non dimenticheremo facilmente. 

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