Il rosso delle angurie, dei pomodori e del sangue dei morti nelle campagne

Il filo rosso che unisce le angurie, i pomodori e ancora una volta il sangue dei braccianti immigrati, sfruttati e morti: l'ennesimo episodio di sfruttamento. Il capolarato, ossia lo sfruttamento criminale della manodopera a basso costo, che è reato penale, inizia proprio dai trasporto coi furgoncini. Il listino prezzi, per braccianti africani e neo-comunitari (20 mila nella provincia di Foggia, 400 mila a livello nazionale) è identico: il trasporto con il furgone costa, appunto, €5 a testa e per ogni cassone da tre quintali di pomodori — pagato €4,50 — il caporale trattiene €0.50. Considerato che nei furgoni si fanno entrare fino a venti ragazzi e che ogni bracciante può riempire fino a 15 cassoni, il caporale incassa fino a €250 ogni giorno. Spesso riesce a farne due di viaggi e allora arriva a €500. L'ultima drammatica notizia è la morte del 12 braccianti nello scontro frontale tra un tir carico di pomodori e un furgone nel foggiano. Erano in 14 stipati a bordo di un furgone a targa bulgara che al massimo ne poteva trasportare 8. 

 

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