Wednesday, 22 April 2020 09:21

Il sogno di Martin Luther King

"Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere" (Martin Luther King, l'uomo che sfidò la discriminazione razziale)

"I have a dream". Qual era il sogno? La conquista dei pieni diritti civili da parte dei neri americani e la fine di ogni discriminazione. La promulgazione dell’Emancipation Proclamation di cent’anni prima, il 1° gennaio 1863, e la ratifica di alcuni emendamenti alla Costituzione, sancirono l’abolizione della schiavitù, la protezione del governo federale per i diritti degli ex-schiavi e il diritto di voto. Tuttavia questi diritti non furono riconosciuti ai neri americani alla pari di quelli dei bianchi. In particolare, in molti stati del Sud, i neri americani erano ancora fortemente segregati ed era praticata la discriminazione. Il movimento per i diritti i civili (Civil Rights) fu molto lento. Ebbe idealmente inizio con la proclamazione dell’Emancipazione dei neri, ma si sviluppò in maniera significativa intorno alla metà degli anni 50 del Novecento proprio negli Stati razzisti del Sud. L’inizio viene simbolicamente identificato con il gesto di Rosa Parks, un’attivista per i diritti civili, che sfidò il divieto di sedersi nei posti riservati ai "negri" sui bus dell’Alabama (e venne per questo arrestata). Da allora, una stagione di crescente impegno da parte dei neri statunitensi e, accanto a loro, di una gran massa di bianchi. Un intenso periodo di proteste civili e non violente che dal 1961 in poi, segnato dai Freedom Rides (marce per la libertà) guidati da Martin Luther King Jr, che nel 1957 aveva fondato la Southern Christian Leadership Conference. I Freedom Rides, e le proteste di massa a essi collegati, culminarono nella marcia su Washington del 28 agosto 1963. Qui, presso il memoriale di Lincoln – il presidente che aveva lottato per abolire la schiavitù dei neri americani e per il loro diritto di voto – Martin Luther King pronunciò quel suo storico discorso. La prima parte ripercorre la storia della lotta per i diritti dei neri d’America. La seconda è a braccio. Parole ispirate (in cui si sente l’eco della sapienza biblica), capaci di accendere gli animi delle migliaia di persone in ascolto e anche le coscienze di milioni di americani. «Ho un sogno!», scandì ripetutamente King, probabilmente su invito della cantante nera, Mahalia Jackson, che era accanto a lui. Era una rivisitazione del «sogno americano». Il sogno di una nazione, il cui compito storico è proclamare una verità semplice e fondamentale: tutti gli uomini sono creati uguali.