Tuesday, 06 September 2022 01:00

IL GAMBIA OGGI: UN PICCOLO STATO, GRANDI SFIDE DA AFFRONTARE

Situato nell’Africa Occidentale e circondato quasi interamente dal Senegal – ad eccezione del punto in cui il fiume omonimo sfocia nell’oceano Atlantico – il Gambia è il più piccolo Stato del continente africano. Reduce da una dittatura di 22 anni sotto il regime di Yahya Jammeh, che divenne presidente del Gambia nel 1996, nel gennaio 2017 il Paese si è risvegliato, con l’assunzione della carica da parte di Adama Barrow, al bagliore di una neonata democrazia.

Nonostante le evoluzioni politiche, tuttavia, ancora oggi ci troviamo di fronte a un Gambia che fatica a ingranare e che, con un reddito pro capite di $ 1.471, non riesce ad uscire dalla classifica dei dieci Stati più poveri al mondo.Tali condizioni di povertà, unite al clima tropicale, favoriscono il dilagare di malattie come malaria e infezioni a livello respiratorio, nonché problematiche legate alla malnutrizione e alla conseguente anemia. Nelle regioni di Basse, Janjangbure, Kuntaur e Mansa Konko, infatti, il 13,4% della popolazione, in particolare donne e bambini, si confronta quotidianamente con l’insicurezza alimentare, che colpisce per il 23,9% le famiglie rurali contro il 10,8% di quelle urbane. Tra le cause principali vi è la stretta dipendenza dalle precipitazioni,considerato che solo il 5% della terra coltivata è dotata di sistemi di irrigazione.3In aggiunta a tali problematiche, il sistema sanitario – organizzato su tre livelli (824 centri per l’assistenza di base, 50 strutture per le operazioni più complesse come le campagne di vaccinazione 6 ospedali e un centro di ricerca, oltre a 55 centri gestiti da ONG) – copre principalmente le aree urbane, pertanto l’accesso alla sanità nelle zone rurali non è garantito. La carenza di personale qualificato, strumentazione medica e approvvigionamento di materiali e medicinali in gran parte delle strutture, poi, infierisce su un sistema già precario.

Nonostante le criticità legate al clima e alle carenze infrastrutturali, l’economia del Paese continua a basarsi essenzialmente sull’agricoltura, in particolare sulla monocultura dell’arachide e sulla sua esportazione. Colture di sussistenza sono il miglio, il riso, il mais, il sorgo e la manioca. Nel dicembre 2018 è stato avviato un programma di trasformazione della catena del valore del riso con un finanziamento totale di 7 milioni di dollari – aumentato di 3,5 milioni di dollari nel luglio 2022 – da parte del Fondo africano di sviluppo, della finestra di prestito concessionale della Banca e della Transition support facility, con l’obiettivo di migliorare i redditi agricoli, i mezzi di sussistenza rurali e la sicurezza alimentare del Paese. 

Nell’ambito del supporto allo sviluppo agricolo del Paese, l’Associazione Don Bosco 2000 ha iniziato, nel 2018, a porre le basi per il progetto di cooperazione – già avviato in Senegal – nel villaggio di Kekuta Kunda, nella regione di North Bank, attraverso l’avvio di una start-up agricola: è stato realizzato un orto per creare opportunità lavorative per i giovani del villaggio e contrastare la migrazione forzata. Il governo del Gambia, per ovviare alla scarsa produzione interna, ha deciso di incentivare il turismo che prima del commercio e della pesca rappresenta il settore maggiormente in crescita. Un incremento che, se da una parte rappresenta una nuova strada per l’economia del Paese, dall’altra ha portato all’incremento di rapimenti e prostituzione minorile. Bambini venduti a pedofili europei per poche sterline con il consenso di genitori stremati dalla povertà, in particolare nelle aree di sviluppo turistico come Kololi, Senegambia e Pipeline.

Il Gambia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia il 3 agosto 1990 e la Carta africana sui diritti e il benessere dell'infanzia nel settembre 2000, che impone al governo di proteggere i bambini dagli abusi sessuali sui minori. Un fenomeno da contrastare apertamente, non solo a parole ma anche con la proposta di strutture alternative che restituiscano un lavoro dignitoso a tanti giovani e l’infanzia a centinaia di bambini.

1 Lo precedono, dal meno al più povero: Sierra Leone, Madagascar, Mozambico, Liberia, Malawi, Niger, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Repubblica Centrafricana. Fonte: www.travel365.it |

2 Si consideri che da novembre a maggio il clima è asciutto e si raggiungono temperature molto alte, fino ai 40°, da giugno ad ottobre invece a causa dell’umidità e dei monsoni le temperature scendono sensibilmente fino ad arrivare ai 25-28° |

3 Fonte: Fonte: www.africarivista.it |

4 Fonte: Comunicato stampa del Gruppo della banca africana di sviluppo (Afdb), ripreso da www.infoafrica.it. | 5 Fonte: www.thesun.co.uk |