Thursday, 17 June 2021 13:42

L'appello per la legalità e l'inclusione: riapriamo l'art 103 del D.L. n. 34 del 2020

Alla cortese attenzione di

Sergio Mattarella

Presidente della Repubblica

Palazzo del Quirinale

Roma, Italia

Egregio Presidente,

Le chiediamo di porre la Sua attenzione sulla situazione drammatica di tanti migranti costretti a vivere in una situazione di illegalità ed esclusione sociale, intrappolati nelle reti del lavoro nero e del caporalato.

L’art. 103 del D.L n. 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, rubricato “Emersione di rapporti di lavoro”, ha introdotto la possibilità di regolarizzare il lavoro nero e far emergere situazioni di sfruttamento. Tuttavia, un attento monitoraggio ha indicato che a fronte degli oltre 600mila stranieri in situazione irregolare stimati sul territorio nazionale, sono state poco più di 220mila le domande presentate e solo una piccola percentuale di queste istanze (0,7%) si è poi conclusa con un’effettiva regolarizzazione degli stranieri.

Chiediamo con forza che questa misura, che è scaduta giorno 15 agosto 2020, venga riaperta e che ai 3 settori di agricoltura e allevamento, assistenza agli anziani e cura della casa vengano aggiunti a quelli dell’edilizia, della ristorazione e gli altri settori in cui normalmente i migranti sono impiegati.

 La maggior parte di stranieri non è infatti riuscita ad accedere alla misura e continua a vivere in condizioni di sfruttamento e povertà.

Una strategia di regolarizzazione del lavoro irregolare va infatti riproposta ed estesa in maniera efficace considerando la condizione legale in cui si trovano gli stranieri che vivono in Italia e soprattutto ampliando gli ambiti di applicazione a quei settori in cui effettivamente il lavoro nero e lo sfruttamento sono più comuni.

Egregio presidente, le sue parole in varie occasioni hanno veicolato forti messaggi di legalità e rispetto dei diritti umani.

Per favore, si faccia portavoce di questo appello per l’inclusione e la legalità anche per gli stranieri che vivono in condizioni drammatiche in Italia.

La ringraziamo per l’attenzione

Piazza Armerina, 29/06/2021

Agostino Sella

Presidente Associazione Don Bosco 2000 – Impresa Sociale

 

 

FIRMA L'APPELLO SULLA PIATTAFORMA CHANGE.ORG: http://chng.it/ZHqfLCM5

L’APPELLO PER LA RIAPERTURA DELL'ART 103 DEL D.L. n. 34 DEL 2020

La pandemia di COVID-19 che stiamo vivendo ha ampliato le disuguaglianze ed evidenziato le criticità del sistema di accoglienza ed inclusione degli stranieri che vivono in Italia, spesso intrappolati nelle complessità normative e nella rete del lavoro nero e della criminalità.

A maggio 2020 il governo ha varato il Decreto Rilancio, una normativa specifica volta a favorire l’emersione dei rapporti di lavoro. Il decreto punta da un lato a regolarizzare rapporti di lavoro irregolari di lavoratori italiani o stranieri, dall’altro introduce per lo straniero con un permesso di soggiorno scaduto la possibilità di ottenerne uno in deroga alle regole “ordinarie” della durata di sei mesi nei settori di agricoltura e allevamento, assistenza agli anziani e cura della casa.

La ratio dichiarata dell’art. 110 bis è “garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da Covid-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari”.

L’applicazione della normativa presenta una serie di gravi criticità.

  • Innanzitutto la finestra temporale di validità è stata molto ristretta: le istanze potevano essere presentate dall’1 giugno al 15 agosto.
  • In secondo luogo la normativa non è stata applicata in maniera indiscriminata a tutti i lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale. Al contrario, si è trattato di una regolarizzazione parziale e settoriale. L’art. 110 bis comma 1° infatti si applica solamente agli stranieri che siano stati sottoposti a rilievi foto dattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 o che abbiano soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data attraverso la prova di aver fatto la dichiarazione di presenza. Purtroppo sono numerosi i cittadini stranieri che non sono mai stati sottoposti a rilievi foto dattiloscopici o che non hanno reso la dichiarazione di presenza. Soggetti che quindi non hanno potuto dare prova della loro presenza sul territorio prima della data indicata nel decreto e che pertanto non hanno potuto regolarizzare la loro posizione. Allo stesso modo, invece, la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno temporaneo è limitata ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto successivamente al 31 ottobre 2019.
  • In terzo luogo, sono numerose le categorie di lavoratori stranieri irregolari che sono esclusi da questa sanatoria, basti pensare, a titolo di esempio, ai tanti lavoratori utilizzati nell’edilizia e della ristorazione.

L’esperienza dei nostri centri di accoglienza in Sicilia ci ha messo di fronte alle difficoltà legate a questa normativa. Siamo riusciti nel centro SAI e CAS di Piazza Armerina a concretizzare 24 conversioni di permessi di soggiorno da motivi umanitari a motivi di lavoro e a chiudere 7 istanze di emersione/sanatoria. Abbiamo anche attivato 4 carte di soggiorno di lungo periodo. Questi risultati sono stati ottenuti per un numero limitato di stranieri, mentre una buona parte di migranti presenti nel territorio non ha potuto beneficiare di questa misura per via delle criticità sopra evidenziate.

A livello nazionale, un dossier pubblicato da “Ero Straniero” indica che gran parte delle domande di emersione è ferma nella fase dell’istruttoria e le Prefetture sono in ritardo con le convocazioni per la firma del contratto di soggiorno, lasciando migliaia e migliaia di persone in una persistente condizione di irregolarità.

I DATI: per le procedure attivate dal datore di lavoro, sono state registrate 207.000 domande, ma di queste domande soltanto 1.480 sono giunte nella fase conclusiva (0,7%). Il 16 febbraio, a sei mesi dalla chiusura della finestra di emersione, solamente il 5% delle domande era giunto alla fine della procedura e il 6% si trovava nella fase precedente alla convocazione del datore di lavoro e del lavoratore in prefettura per la firma del contratto di soggiorno. Addirittura 40 Prefetture sul territorio nazionale non avevano neppure iniziato le convocazioni, per cui tutte le pratiche si trovavano nella fase iniziale dell’istruttoria. Di fatto ci sono ancora 200 mila persone sospese, che non sanno se la loro domanda andrà a buon fine.

Con riferimento alla procedura attivabile direttamente dal cittadino straniero, il secondo canale di emersione, sono state presentate solo 13.000 domande circa, a dimostrazione dell’eccessiva ristrettezza dei criteri previsti dalla norma di legge.

Pertanto, sulla base di queste difficoltà e forti del bagaglio di esperienza nella gestione di attività di accoglienza ed inclusione dei migranti nei centri in Sicilia, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, lanciamo

un appello

alle istituzioni italiane, diretto simbolicamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché venga riproposta una misura complessiva che ampli le categorie di soggetti (italiani e stranieri) beneficiari di politiche di emersione e regolarizzazione e che individui anche settori specifici di applicazione.

 

Le parole chiave di questo appello sono INCLUSIONE e LEGALITÀ per contribuire alla costruzione di una società solidale ed efficiente.