Nei precedenti articoli abbiamo inquadrato le problematiche relative alla crisi idrica a livello mondiale e, nello specifico, in alcuni Paesi in via di sviluppo. 1 In questo contesto, lo sviluppo dell’agricoltura assume al contempo il ruolo di fattore aggravante e di vittima predestinata dello stress idrico, in particolare nelle aree fortemente colpite da siccità. Secondo l’Ocse, tra il 2008 e il 2018, ad esempio, la siccità è stata la causa principale della diminuzione delle rendite delle coltivazioni e degli allevamenti nei Paesi meno sviluppati e a basso e medio reddito, con danni economici pari a 37 miliardi di dollari. 2…
L’Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 7, relativo all’accesso a fonti di energia economiche, affidabili, sostenibili e moderne – tra cui anche l’acqua potabile – è stato raggiunto a livello globale già nel 2010. Tuttavia, ancora oggi, con riferimento ai 48 paesi in via di sviluppo che ancora non hanno raggiunto il target, il 58% delle persone rimane privato dell’accesso alle risorse idriche adeguate. Sotto questo profilo, le diseguaglianze sociali persistono non solo tra aree rurali e urbane, ma anche all’interno delle stesse città, dove gli abitanti degli agglomerati urbani più poveri o informali hanno una possibilità di accesso all’acqua…
La proporzione della popolazione globale che utilizza servizi di acqua potabile gestiti in sicurezza è passata dal 70% nel 2015 al 74% nel 2020. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Rapporto delle Nazioni Unite sullo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (SDGs), sono ancora 2 miliardi le persone che non godono di tali questi servizi, di cui 1,2 miliardi non ne sono raggiunti nemmeno a livello base. Allo stato attuale, per il 2030 la copertura potrebbe raggiungere l’81% della popolazione mondiale, il che significa che ancora 1,6 miliardi di persone rimarranno sprovviste di fornitura di acqua potabile. DALLO…
“Migrazioni” è la nuova rivista trimestrale dell’Associazione Don Bosco 2000. Non potevamo scegliere un titolo che meglio rispecchiasse la nostra missione, che vede al centro il concetto di cooperazione circolare. Fin dall’inizio della sua opera pastorale ed educativa, d’altro canto, Don Bosco conobbe la realtà della migrazione. I primi giovani che si riunivano nel suo oratorio, e quelli che lui accoglieva, erano infatti minori non accompagnati. Ispirata agli Obiettivi dell’Agenda 2030, “Migrazioni” vuole essere uno strumento di condivisione di temi che toccano da vicino le attività e i progetti dell’Associazione: dal diritto all’istruzione all’empowerment femminile; passando per la lotta alla…
La panoramica offerta dall’ultimo articolo di “Migrazioni”1 ci ha lasciati con l’immagine di un business – quello della tratta - spietato che coinvolge, solo nell’Unione Europea, più di 14mila vittime. In Italia i dati del sistema anti-tratta, per il 2021, hanno rivelato 1911 casi, in gran parte di sesso femminile (75,6%), con una percentuale del 3,3% di minori sul totale. Tra i target prescelti dai trafficanti figurano in gran parte rifugiati, richiedenti asilo o persone apolidi, prive del supporto della propria famiglia o della comunità, sprovviste della documentazione ma anche della conoscenza della cultura, della lingua, dei propri diritti nel…
La Tratta di esseri umani (Human trafficking) è stata definita per la prima volta a livello internazionale nel 2000, con l’adozione del Protocollo sulla tratta , 1 uno dei tre Protocolli addizionali alla Convenzione delle Nazioni unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale. Si tratta di un reato transnazionale complesso che coinvolge ogni regione del mondo, Unione europea compresa, e conta tra le principali vittime cittadini di Paesi terzi, principalmente provenienti da Africa, Balcani occidentali e Asia. L’art. 2 del Protocollo tratta definisce il crimine di tratta di esseri umani (human trafficking) come composto da tre elementi separati, che sono l’azione,…
Il Governo del Senegal ha mosso, nel corso degli anni, notevoli passi avanti nella sensibilizzazione della parità di genere, attraverso l’adozione della Legge sulla Parità del 20101,che ha portato, dal 2012, a quota 42,7% il numero di donne in Parlamento2. A questa si aggiungono Procedure operative e un Piano nazionale 3 sulla violenza di genere, nonché la validazione della nuova Strategia nazionale sulla parità di genere. Come rilavato da nostri precedenti articoli 4, tuttavia, all’interno delle aree rurali permangono importanti criticità che relegano le donne ad attività estenuanti e negano loro l’accesso alla scolarizzazione. La Costituzione del Senegal del 2001…
La parità di genere è un diritto umano fondamentale riconosciuto a livello internazionale. Nel corso degli ultimi decenni più ragazze nel mondo hanno avuto accesso all’istruzione, è diminuito il numero di spose bambine, più donne hanno guadagnato un posto in parlamento o in posizioni di responsabilità e gli assetti normativi si sono gradatamente allineati alla necessità di garantire uguali diritti ad entrambi i sessi. Ma restano importanti sfide da affrontare, rese ancora più ardue dagli effetti della pandemia che ha esacerbato le ineguaglianze per donne e ragazze in ogni campo: dalla salute all’economia, finanche alla sicurezza e alla protezione sociale.…
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