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[COMUNICATO STAMPA]

suicidio al CPR di Ponte Galeria

L’Associazione Don Bosco 2000 esprime il suo più profondo dolore e indignazione per la tragica scomparsa di Ousmane Sylla, un giovane ragazzo di soli 22 anni originaro della Guinea, il cui suicidio è avvenuto all’interno di un Centro permanente per il rimpatrio (CPR) dI Ponte Galeria, nel Lazio. Le sue ultime parole, lasciate scritte su un muro – “Per favore, riportate il mio corpo in Africa, mi manca tantissimo il mio Paese, mi manca tantissimo mia madre. Le forze dell’ordine non capiscono nulla, nemmeno la mia lingua. Non ne posso più, voglio solo che la mia anima riposi in pace” sono un grido straziante che mette in luce le condizioni disumane e la disperazione che regnano in queste strutture.

Questo evento tragico si verifica in un momento in cui l’Italia intera si indigna per i trattamenti inumani subiti dalla cittadina italiana Ilaria Salis in Ungheria, mettendo in evidenza una dolorosa ironia: mentre ci leviamo contro le ingiustizie all’estero, chiudiamo gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani che avvengono dentro i nostri confini. È inaccettabile che, nel cuore dell’Europa, nel 21° secolo, persone vengano trattate con tale indifferenza.

Le parole di Ousmane Sylla gettano una luce cruda sui CPR, evidenziandoli come vere proprie discariche sociali, dove la dignità e le speranze degli individui vengono quotidianamente calpestate. È evidente che il sistema attuale dei CPR non solo è fallimentare ma anche profondamente inumano.

In questo contesto di profonda ingiustizia, il presidente dell’Associazione Don Bosco 2000, Agostino Sella, afferma con forza: “Esigiamo che il governo prenda in mano il sistema dei CPR e lo riveda con una progettazione a partire dal basso, che veda protagonisti noi operatori sociali dell’accoglienza, che viviamo giorno dopo giorno le sofferenze ed i sogni di questi ragazzi.” La nostra richiesta è chiara: è necessario un cambiamento radicale che ponga al centro la dignità umana, la comprensione e il rispetto per ogni individuo, indipendentemente dalla sua origine.

L’Associazione Don Bosco 2000 si impegna a lavorare senza sosta per promuovere un ambiente di accoglienza, di rispetto e di comprensione per tutti, e chiede al governo italiano e alle istituzioni competenti di intraprendere azioni concrete per garantire che tragedie come quella di Ousmane Sylla non si ripetano mai più. È tempo di mostrare al mondo che l’Italia è una nazione che rispetta e tutela i diritti umani di tutti i suoi abitanti, senza distinzioni.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare l’ufficio comunicazione di Don Bosco 2000

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